HISTRIONICA - Teatri, maschere e spettacoli nel mondo antico. Complesso di San Nicolò, Via Rondinelli, 26 – Ravenna: dal 20 marzo al 12 settembre 2010 (tutti i giorno dalle ore 10,00 alle 18,30)
La mostra è organizzata da RavennAntica in collaborazione con il Comune di Ravenna, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, in una continuità di collaborazione della nostra realtà con l’area vesuviana. Vi si possono ammirare, oltre ad alcune raffigurazioni riportate su vasi, mosaici e affreschi, un notevole corpus di riproduzioni di maschere legate ai generi teatrali: reperti di grande bellezza, per lo più in marmo e terracotta, che provengono in particolare dagli scavi delle antiche città sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e destinati all’ornamento di giardini o alla decorazione architettonica di edifici pubblici e domus. Nell’antichità il teatro, oltre a rappresentare uno dei divertimenti preferiti durante le feriae romane, era un appuntamento rituale di grande rilievo sociale a cui il pubblico partecipava attivamente. Il teatro greco e latino è infatti alle origini del nostro moderno teatro occidentale, a partire dalle sue tecniche e drammaturgie: mimi e attori, maschere e coturni, commedie e tragedie.
I PRERAFFAELLITI E IL SOGNO DEL ‘400 ITALIANO. Museo d’Arte della Città di Ravenna, Loggetta Lombardesca: dal 28 febbraio al 6 giugno 2010 (Euro 6,00 ingresso gruppi con guida Abaco).
La mostra del MAR dedicata ai Preraffaelliti, da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones curata da Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni e promossa dal Comune di Ravenna assieme all’Ashmolean Museum di Oxford, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, sarà riproposta dal 15 settembre presso lo stesso Ashmolean Museum. Essa si propone di indagare il ruolo artistico e culturale dell'Italia per il movimento chiamato Preraffaellismo, nato in Inghilterra nella seconda metà del XIX sec., che si impose come risposta all'accademismo ufficiale, per il recupero dell'arte spontanea e ispirata alla natura dei pittori vissuti prima di Raffaello. La brillantezza dei colori, l'attenzione ai particolari naturali, l'estrema semplicità e l'intensità dell’espressione furono elementi che affascinarono quei giovani pittori inglesi capitanati da William Holman Hunt. La mostra segue due temi principali: l’interesse per la letteratura e l'arte italiane, con l'esposizione di importanti capolavori di Beato Angelico, Perugino e altri, e la rappresentazione del paesaggio italiano secondo il gusto preraffaellita. Il culmine dell’interesse dei Preraffaelliti si può vedere nei cartoni dei mosaici della Chiesa americana di Roma, San Paolo entro le mura, realizzati da Burne-Jones alla fine del XIX sec.